Articolo del Bambino Gesù sul Cambridge University Press

Roma

Venerdì 15 Novembre 2024

Il ruolo dello screening sportivo agonistico in Italia nella diagnosi precoce di cardiomiopatia: qual è il significato dell'inversione dell'onda T all'elettrocardiogramma?

Il team composto dai dottori Eliana Tranchita, Giulia Cafiero, Ugo Giordano, Federica Gentili, Attilio Turchetta, Nicoletta Cantarutti, Marianna Cicenia, Irma Battipaglia, Corrado Di Mambro, Anwar Baban, Aurelio Secinaro e Fabrizio Drago ha recentamente pubblicato un articolo  nella sezione "Cardiology in the Young" del Cambridge University Press che riguarda il ruolo dello screening sportivo agonistico in Italia nella diagnosi precoce della cardiomiopatia e, in particolare, sul significato dell'inversione dell'onda T nell'elettrocardiogramma. 

La presenza di inversione dell'onda T (*) all'elettrocardiogramma di screening per effettuare sport può rappresentare un segno precoce di cardiomiopatia negli atleti.Questo riscontro, anche in atleti molto giovani, può generare qualche sospetto e può determinare una controindicazione alla pratica sportiva agonistica.

L'obiettivo dello studio condotto presso la Cardiologia e Aritmologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS, Centro riconosciuto a livello Europeo per la diagnosi e cura della malattie cardiache rare (ERN GUARD-Heart) diretto dal Dr. Fabrizio Drago, è stato quello di valutare la prevalenza di inversione dell'onda T in una popolazione di giovani atleti competitivi e determinare se tale fenomeno può essere associato all'insorgenza di cardiomiopatie in assenza di altre caratteristiche patologiche.

Lo studio, trasversale e prospettico, è stato condotto su 581 pazienti pediatrici sottoposti a screening per idoneità allo sport agonistico. Sulla base dei criteri di inclusione ed esclusione, 53 atleti hanno mostrato inversione dell'onda T e sono stati selezionati per effettuare ulteriori accertamenti. Nel 32,1% dei casi, la causa delle inversioni dell'onda T è stata identificata e i pazienti sono stati necessariamente sospesi dalla competizione agonistica. Un dato di particolare rilevanza è che nel 15% degli atleti che hanno mostrato inversione dell'onda T è stata poi riscontrata la presenza di una cardiomiopatia sottostante.

La prevalenza dell'inversione dell'onda T in questa popolazione di atleti è stata del 9,1%, la maggior parte di loro presentava questa variazione nelle derivazioni infero-laterali all'elettrocardiogramma. Alla fine delle valutazioni di secondo e terzo livello, otto di questi atleti hanno mostrato una forma precoce di cardiomiopatia e sono stati sospesi dall'attività sportiva agonistica.

La probabilità che gli atleti agonisti abbiano una cardiomiopatia nascosta è bassa, ma non trascurabile e lo screening per l'attività sportiva agonistica rappresenta un'eccellente opportunità per identificare precocemente cardiomiopatie e altre patologie che aumentano il rischio di morte improvvisa in giovani atleti apparentemente sani.

 

(*) In elettrocardiografia, l'onda T rappresenta la ripolarizzazione (o recupero) dei ventricoli cardiaci.